Tappetta: «Scusa, Baby, potresti...»
Baby: «Sssssshhhhh!»
T.: «Se ancora non ti ho det...»
B.: «Sssssshhhhh!»
T.: «Ma...»
B.: «Sssssshhhhh!»
T.: «Ma INSOMMA!»
B.: «Per favore, per favore eh... Sono in pre-partita»
Per arginare la mattanza napoletana è stato proposto l'intervento dell'esercito.
Non è stato specificato l'esercito di quale nazione, visto che il nostro è dislocato per ogni dove.
(Se si offrono gli americani so' cavoli...)
Tappetta: «È come ti dico... lo ha dichiarato lo stesso Mancini: l'Inter rende bene per un'ora, poi si mette a giocare a rapunzo»
Baby: «Eh? A che?»
T.: «A rapunzo»
B.: «Perdonami, ma confesso la mia ignoranza...»
T.: «Ma no, è una cosa mia... Dicesi "rapunzo" il passarsi la palla senza senso alcuno o finalità tattica...»
...
B.: «Ma io, dico, con chi sto, eh? Con chi sto?»
Il prossimo che mi dice "non riesco a fare una ricerca su internet... ci sono tanti di quegli indirizzi farlocchi...” lo invito a cercare di risalire a un indirizzo in Venezuela partendo dal numero di telefono della persona. Se ci riesce lo candido al Nobel.
Baby: «Ehiehiehi... occhio all'arbitrato...»
Tappetta: «A che?»
B.: «All'arbitrato... gli sconti a Juve, Milan, Fiorentina e compagnia bella. C'è la sentenza...»
T.: «Ah»
B.: «...magari hanno dato i punti in omaggio alla juve...»
T.: «Come alla Coop...»
B.: «Sì sì, fai la spiritosa... Chi darà la notizia per primo?»
T.: «Studioaperto, no? Per le disgrazie sono i più veloci»
Tappetta: «Iiiiiiiih!»
Baby: (correndo) «Che c'è, che hai?»
T.: «Ommioddiommioddiommioddio»
B.: «Mi fai spaventare, che cavolo hai?»
T.: «Scusa baby, ma questo è veramente troppo...»
B.: «Ma COSA? Quando fai così mi fai veramente incazzare...»
T.: «Pensavo di aver superato ogni trauma infantile dopo aver visto in tenera età “Audrey Rose” e “Grano rosso sangue”, ma mi sbagliavo. Gerry Scotti con la parrucca bionda ciuffata e mantello argento galattico me lo sognerò ogni notte per i prossimi quindici anni...»
Ha detto Arbore che Prodi era un assiduo frequentatore delle sue trasmissioni, e si divertiva molto. Varrebbe la pena di rivedere le puntate registrate per individuarlo tra gli scranni del pubblico.
Non capisco, ma mi adeguo (Maurizio Ferrini, Quelli della notte, 1995)
Leggo – non senza inquietudine - che è di prossima uscita il
libro di
Simona Ventura, edito da Mondadori.
Il titolo?
Crederci sempre, arrendersi mai, obviously. Come il grido che squarcia la serata degli italiani il mercoledì sera, che rimbalza da finestra a finestra, che penetra nelle orecchie, trapana le meningi, buca il cervello
“Crederciseeempreeeeee - arrendersimaaaaaaaiiiiiiiiiiii in un tripudio di lampi, tuoni, cataclismi da giorno del giudizio.
Aiuto.
Tappetta: «No, scusa, fammi capire... tu mi trovi sconvolta? Sfibrata?»
Baby: «Ma che c'entra, era una battuta...»
T.: «No, tu hai detto che sono sconvolta...»
B.: «Ma dai, era una battuta...»
T.: «Eh, battuta, battuta... sono sfibrata e sconvolta!»
B.: «E-RAU-NA-BAT-TU-TAAAAA!»
(pausa)
T.: «Dici?»
Baby: «Ma non puoi fare qualcosa per quei capelli?»
Tappetta: «Prego?»
B.: «Vanno per conto loro»
T.: «In che senso, scusa...»
B.: «Li porti legati ma sembrano... non lo so cosa sembrano ma sono terribili»
T.: «Dici? Sono un po' sfibrati, in effetti... sconvolti, direi...»
B.: «Un po' come te, insomma...»