L'altra sera, a Grado, sul concerto di Eros Ramazzotti si è abbattuta una tromba d'aria.
Sarà mica un segno del destino?
Lo diceva sempre, mia nonna, che le cose accadono sempre quando meno te le aspetti. E che chiusa una porta si apre un portone.
Mi piacerebbe saper suonare il pianoforte. Oggi trascorrerei tutto il giorno suonando melanconici brani di Chopin, o Liszt... Ma ho studiato chitarra classica e non rende.
Dovrò accontentarmi della tastiera del mac, per un molto meno struggente catalogo di cavi...
Ieri notte due sono state le cose che mi hanno colpito. Duramente. La prima un'offerta di stampe fotografiche delle città italiane fine Ottocento/inizi Novecento "realizzati con una tecnica particolarissima e artigianale con uno strumento che si chiama (enfasi) bromografo"... Il bromografo è la macchina che serve, in tipografia, per incidere le lastre tipografiche. Niente di scientifico. E uno dovrebbe pagare (mi pare) 70 euro per una cosa del genere... Spero proprio di no.
La seconda, rivolta a un pubblico femminile, era l'offerta dei "gioielli di Elisa di Rivombrosa, quelli indossati da Elisa durante il matrimonio con Fabrizio...". Collana e orecchini. Prezzi da oreficeria.
I programmi migliori sono di notte. Gliel'ho detto, a mia madre.
Qualche volta, di tanto in tanto, ma proprio raramente, solo se proprio non ho un cavolo da fare, faccio un giro tra le blogstar. E noto - tranne rare eccezioni, ovviamente - esaltazioni e plausi a: 1) libri; 2) personaggi; 3) battute.
Punto 1). Una volta, una sola volta, ho pensato: "vabbé, leggiamo 'sto libro... ha vinto pure nonsocché...". Trattavasi di Piperno, che finì lanciato contro il muro e lì ancora, a terra, giace. Il che mi suscita perplessità e dubbi sull'effettiva valenza di un numero consistente di autori... ma qui si divaga...
Punto 2). Omissis.
Punto 3) Ecco. Le battute. Quando leggo le battute fiacche, mosce, insipide, a cui tutti commentano estasiati non posso fare a meno di pensare che - data l'età anagrafica della maggior parte degli autori - sì, questa è la giusta vendetta dell'apemaia.
Vedo mia madre poggiata con un gomito sul tavolo e la mano che regge il mento. Lo sguardo triste e, di tanto in tanto, un sospiro rassegnato.
La guardo perplessa, lei ricambia stancamente il mio sguardo e fa: "D'estate in televisione non c'è niente". Mi atteggio a figlia comprensiva, scuoto la testa con disappunto mostrando compatimento e vado in giardino a dare acqua alle piante.
Baby.: "Sono due ore che giriamo in tondo... Ma dove cacchio sta 'sto pub?â€
Tappetta: "Mah... M. ha detto in centro...â€
B.: "Ma non poteva darti l'indirizzo preciso?â€
T.: "Me l'ha dato ma non me lo ricordo... Comunque A*** è tutta qui, se giriamo ancora un po' lo troviamo di sicuro...â€
B.: "Chiamare no, eh? Oppure, che ne so, un messaggio... â€
T.: "Hai ragione... È meglio...â€
(pausa scambio sms con la titolare del pub)
T.: "Oh-oh... non è qui ad A***... Il pub è a dieci chilometri da qui...â€
(Baby minaccioso)
T.: "Eddai... no... no... ma non eri stanco?... NON ERI STANCO?!? NON CORRERMI DIETRO!!! AIUTO!!!â€
Tappetta: "Dai, baby, su... sbrigati...â€
Baby: "Ma dove corri? Va' piano... Quasi non ti sto dietro... Uff... La smetti?â€
T.: "Dai, dai, dai... muoviti che è tardi...â€
B.: "Oh, ma vuoi fare piano?"
T.: "Dai, dai, dai... cammina...â€
B.: "Ma... Ma... Senti, io, a Parigi o a Londra, quando camminavamo, facevo così? Correvo così? Ti dicevo così?â€
T.: "Già ggià . Uguale.â€
B.: "Ma ero stressante!â€
Beh, sono contenta. Dopo tre anni se n'è accorto.
Milano, ore 13.30, linea 2, Porta Venezia-Loreto. Sul treno odori misti, primo fra tutti prevale l'ascella. Tento di sfuggire come posso, tiro il naso all'insù per captare qualche particella di ossigeno meno invasa e l'occhio mi cade su una pubblicità . Campo verde, a sinistra il testo, a destra l'immagine di un complesso residenziale. “Le residenze ... Bla bla bla... e poi, in maiuscolo, punto esclamativo: PREZZI ECCEZZIONALI!!!.
Provo a immaginare, rispetto ai prezzi correnti nella mia zona, il costo di questa campagna pubblicitaria. Cerco di leggere la firma del lavoro, ma è troppo piccola e il treno è arrivato in stazione. Peccato, avrei avuto qualcosa da dire a committente e realizzatore. Glielo dico da qui: INIORANTI!!!.
Ho scoperto che la qualità dei bar di via Brera si misura dalla quantità di passeri che svolazzano sotto gli ombrelloni.
El Beverin*: 7 passeri
Brera**: 2 passeri
Ponte di Brera: nessuno
Art Café: 1 passero
*) 2 cappucci [molto buoni] e una brioche [con crema quasi vera] = 3 euro e mezzo; **) due aperitivi [consistenti in due mezzi calicetti di prosecco e una ciotolina di patatine pai] = 10 euro.