Ieri, 23 giugno, è uscito il romanzo
"La luna di carta di
Camilleri.
Sono andata nell'unica libreria aperta - e vuota - di
T*** (giovedì, tutto il mondo chiuso... se ti vuoi avvelenare non trovi niente e nessuno, peggio di Milano alle 17 del venerdì...).
(Signorina occhialuta concentrata al computer della cassa. Sinistra reggi-mento, destra clicca-mouse, occhiata in tralice. Butto uno sguardo e sta giocando al solitario)
«'Sera...»
«Salve, dovrebbe essere uscito per Sellerio “La luna di carta”»
«Mmmh... Mmmmh... No... Non credo»
«Beh, guardi, oggi è in tutte le librerie, di sicuro...»
«Non ce l'hanno mandato...»
«Strano... Esce oggi»
(insisto, con aria fintamente perplessa, ma sotto sotto balena la presa per i fondelli)
«Beh -
(senza mai lasciare mouse e mento) - forse è negli scatoloni...»
«E gli scatoloni dove sono?»
«Scusi -
(lascia il mento, il mouse, e incrocia le braccia sulla scrivania. Finalmente mi guarda dritto. Ricordo che ci sono solo io) - Qui è un casino. Non ho avuto tempo di aprire tutti gli scatoloni. Provi la prossima settimana».
«Grazie, ma la prossima settimana ne uscirà probabilmente un altro... Arrivederci».
Morale: io sono senza libro. Ma qualcosa mi dice che stasera baby lo tirerà magicamente fuori da una delle tasche sformate del pseudo-giubbino estivo.